fuga senza fine joseph roth recensione

Fuga senza fine

Questo libro racconta la storia di un ufficiale dell’esercito asburgico, Franz Tunda, che nell’idea dell’autore si tratterebbe di una sua personaficazione all’interno del protagonista. L’ufficiale è in fuga dalla Siberia a Parigi, con il lettore che non viene messo subito al corrente delle volontà del protagonista e delle motivazioni che lo hanno portato a questo cambio di vita. Si nota la trasformazione del protagonista in un nomade, che perde quello che aveva fino al giorno prima ed intraprende un nuovo viaggio.

Dal punto di vista del protagonista l’autore può porre l’attenzione sul mondo in declino che si avvia verso la Seconda Guerra Mondiale. Non è una lettura per chi cerca una storia rilassante e veloce. I personaggi del libro sono molto lenti nel loro progredire e questo ha un risvolto anche nella lettura, che risulta più riflessiva e lenta. Non ci sono svolte all’interno del libro, ma alcuni episodi che si susseguono nel viaggio dell’ufficiale, con diversi personaggi che entrano in scena in maniera rapida e ne escono altrettanto rapidamente.

Uno degli obiettivi del libro e dell’autore era porre l’attenzione verso la borghesia di quegli anni, che portarono poi ai totalitarismi della guerra. Inoltre alcuni atteggiamenti sono presenti anche nel mondo odierno, una critica all’essere “Radical Chic” che potrebbe essere uno spunto di riflessione per il lettore. Molto spazio ha anche la città di Berlino, descritta in maniera dettagliata in un’epoca pre-guerra.